p 214 . La pace di Vestfalia.
     
Le vicende spagnole influirono sull'esito della guerra dei Trent'anni;
infatti,  mentre  la  Spagna era alle prese  con  gravissimi  problemi
interni, gli eserciti francese e svedese finirono per avere la meglio,
penetrando in Germania, e minacciando gli stessi domini asburgici, non
pi  adeguatamente  difesi. Seguirono lunghi anni  di  trattative;  la
pace,   ratificata   dai  contendenti  con  due  differenti   trattati
nell'ottobre  del  1648 in Vestfalia - Francia e  Spagna  continuarono
comunque  a combattersi fino al 1659, quando fu stipulato un  accordo,
detto  "dei Pirenei" -, determin in Europa l'instaurazione  di  nuovi
equilibri  politici e territoriali, che si mantennero  sostanzialmente
immutati fino alla Rivoluzione francese.
     L'ambizione  di  costituire in Germania un  forte  ed  accentrato
stato  cattolico,  manifestata dal nuovo imperatore  Ferdinando  terzo
(1637-1657),  fu definitivamente vanificata: l'impero venne  suddiviso
in  circa  trecentocinquanta  piccoli  e  grandi  stati,  praticamente
autonomi  ed  indipendenti, sui quali l'imperatore avrebbe  esercitato
soltanto  un  potere  formale. Da quella frammentazione  emergeva  uno
stato  ancora  informe,  ma  dalle grandi  potenzialit:  la  Prussia-
Brandeburgo,   che  la  dinastia  degli  Hohenzollern   avrebbe   reso
protagonista di una progressiva, secolare espansione.
     Gli  Asburgo  dovettero abbandonare per il momento  le  mire  sui
territori tedeschi e si rinserrarono nei loro possessi multinazionali:
l'Austria, la Boemia e l'Ungheria.
     La  Francia,  dove  il cardinale Giulio Mazzarino  e  il  giovane
Luigi  quattordicesimo (1643-1715) erano subentrati a  Richelieu  e  a
Luigi tredicesimo, ambedue defunti, usciva dal conflitto come la nuova
forza  egemone  in  Europa:  gli eserciti  spagnoli  si  erano  dovuti
inchinare  davanti  alla  potenza  delle  sue  armi.  Inoltre   poteva
allargare   ulteriormente  i  suoi  confini,  annettendo  gran   parte
dell'Alsazia e, dopo la pace dei Pirenei, alcune regioni delle Fiandre
e dei Pirenei.
     La  Svezia, grazie al suo vittorioso attacco contro gli  Asburgo,
concertato  con  la  Francia nell'ultima fase  della  guerra,  ottenne
compensi   territoriali  particolarmente  importanti  -  la  Pomerania
occidentale, Brema e altri possedimenti sul mare del Nord -, grazie ai
quali  tolse  definitivamente l'egemonia sul Baltico alla Danimarca  e
accrebbe vistosamente il proprio ruolo politico nel mondo scandinavo.
     
     p 215 .
     
     [Cartina  non riportata: L'Europa e l'impero ottomano  alla  met
del Seicento].
     
     p 216 .
     
     Le  Province  Unite, infine, che avevano finanziato  le  campagne
protestanti, ottenevano finalmente, grazie ad una pace separata con la
Spagna,  l'indipendenza,  dopo  circa  settant'anni  di  guerra  quasi
ininterrotta.
     
     [Cartina  non  riportata:  L'espansione  degli  Hohenzollern   in
Germania dopo la pace di Vestfalia (1648)].
     
     Sul versante dei conflitti religiosi, che avevano determinato  in
Germania  l'apertura delle ostilit, la sconfitta  dell'impero  blocc
l'offensiva controriformistica. Tutti e tre i culti, il cattolico,  il
luterano  e  il calvinista, furono consentiti, ma la loro  professione
continu  ad essere legata al principio del cuius regio, eius religio,
secondo  il quale i sudditi dovevano seguire la scelta del sovrano,  o
abbandonare  il  paese  e  le  propriet. Un  certo  miglioramento  fu
comunque  introdotto a favore degli esuli religiosi,  i  quali,  dalla
pace di Vestfalia in poi, avrebbero potuto vendere, o recare con s, i
propri beni.
